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Stato dell’arte dei sistemi ottici
di acquisizione, analisi e comparazione in ambito
forense
In ambito forense si richiede spesso
l’impiego del microscopio per osservazioni di dettaglio
dei reperti, nonché analisi, misure e particolari
procedure di comparazione.
La microscopia comparativa
tradizionale prevede l’uso di una doppia testa ottica di
ripresa e un “beam–splitter” che convoglia due percorsi
ottici in un unico gruppo di osservazione binoculare
consentendo la visualizzazione contemporanea di due
reperti, l’accostamento delle loro immagini e la loro
comparazione visiva.
Altri strumenti ottici rispondono
singolarmente alle varie esigenze applicative, (sistemi
di acquisizione macro, colposcopi, microscopi
stereoscopici, metallografici, biologici, elettronici,
etc.).
Per memorizzare le immagini e
produrre report fotografici, tutti questi sistemi sono
mediamente dotati di uscita ottica per l’adattamento di
fotocamere e/o telecamere digitali; tale adattamento, il
più delle volte penalizza la risoluzione, contrasto,
nitidezza e brillantezza delle immagini ottenute su
monitor o supporto cartaceo, rispetto alla loro qualità
visibile agli oculari di osservazione.
La movimentazione dei reperti da uno
strumento all’altro non consente inoltre, laddove
sarebbe necessario, di conservare determinati
riferimenti, con conseguente perdita della possibilità
di correlazione dei dati (per es. dimensionali,
colorimetrici, morfologici…)
I reperti da esaminare/confrontare
sono normalmente collocati in luoghi diversi, di
conseguenza è necessario provvedere alla loro spedizione
da un luogo all’altro, a volte con problematiche di
sicurezza per il trasporto e conseguente prolungamento
dei tempi di avviamento della perizia.
Mediamente, con la strumentazione di
vecchia generazione sono inoltre necessarie lunghe
operazioni di movimentazione dei reperti in esame e dei
dispositivi di regolazione dello strumento utilizzato
(per risolvere ad es. problematiche di inquadratura,
profondità di campo, allineamento, angolo di incidenza
dell’illuminazione, etc.. e le relative operazioni
sequenziali, eseguite manualmente, non sono normalmente
memorizzabili e riproducibili per essere utilizzate in
comparazioni e analisi successive.
Le immagini acquisite con gli
strumenti tradizionali sono solitamente bi-dimensionali,
spesso sufficienti per l’accertamento richiesto, a volte
incomplete e comunque poco definite poiché a causa
dell’elevato ingrandimento alcune porzioni dell’immagine
risultano sfocate.
L’interpretazione dei risultati è
mediamente qualitativa e affidata alla valutazione
soggettiva degli operatori in quanto per la loro
validazione è ritenuta sufficiente una adeguata
documentazione fotografica.
Ovviamente, tale procedura, seppure
normalmente accettata per l’accertamento di una prova,
essendo comunque affetta da una intrinseca probabilità
di errore nella valutazione personale dei risultati
sarebbe resa sicuramente più oggettiva qualora
confortata da misure dimensionali, in special modo in
taluni casi ove si confrontano materiali con
caratteristiche fisico-chimiche simili se le superfici
che presentano disomogeneità superficiali venissero
misurate tridimensionalmente (p.es. nei toolmark ove si
rende spesso necessario conoscere la profondità di
solchi e incisioni).
Allo stato attuale comunque ,
determinate misurazioni non vengono effettuate
unicamente a causa di limiti strumentali dei mezzi
utilizzati, che nella gran parte dei casi non consentono
l’analisi quantitativa delle immagini, in particolare di
oggetti aventi superfici che presentano diversi livelli
di altezza.
La soluzione globale di tali
problematiche sarebbe in effetti rappresentata da
strumentazione modulare interfacciabile in modo diverso
in funzione delle necessità operative, con adeguata
risoluzione ottica e con funzioni di acquisizione,
misura, elaborazione di oggetti diversi.
Inoltre sarebbe utile che tale
strumentazione fosse interfacciabile alla rete internet,
non solo per consultazione ma anche per comandi a
distanza …
L’optimum sarebbe infine
rappresentato dall’impiego di cinematismi che aiutassero
l’operatore a ridurre i tempi operativi … e che fosse
possibile salvare immagini e dati da confrontare
“quantitativamente” in tempi successivi con altri
reperti .
I vantaggi dell’utilizzo di una
“workstation” digitale informatica e telematica di
video macro/microscopia 3D
Il sistema opto-elettronico Hirox
viene definito per convenzione un “videomicroscopio”, in
quanto costituito, nella configurazione di base, da una
telecamera, un obiettivo, un illuminatore integrato ed
una unità di controllo.
In effetti tale definizione è
alquanto riduttiva e impropria data la notevole
flessibilità, l’estrema modularità otticomeccanica,
l’esteso range di ingrandimenti possibili (da 1:1 a
7000X), l’ottica precalibrata, il variatore zoom,
l’acquisizione e misura 3D (risoluz. 0,05 micron),
l’impiego nello spettro visibile e UV (per osservazioni
in fluorescenza) ed altre determinanti funzioni dello
strumento che lo rendono impiegabile in molteplici casi
ove sarebbe di volta in volta richiesto l’impiego di
telecamere ambientali, webcam, microscopi ottici,
microscopi elettronici e laser scanner 3D di alta
precisione.
Nel panorama dei sistemi di
acquisizione immagini, Hirox rappresenta infatti, da
solo, grazie ai numerosi accessori ed alle innumerevoli
funzioni , il superamento di molti limiti applicativi di
ciascuno dei sistemi ottici ed elettronici
sopramenzionati, nonché una maggiore versatilità e
possibilità di impiego dato il suo disegno costruttivo.
Il corpo dello strumento è infatti
staccabile dallo stativo da banco e utilizzabile “in
situ” anche con il palmo di una mano, su tripodi ,
supporti brandeggiabili, etc., per acquisizione /
memorizzazione di immagini statiche e dinamiche e misura
microstrutturale della superficie di oggetti di
qualsiasi natura e dimensione e in qualsiasi posizione:
orizzontale, verticale, obliqua, sovrattesta..etc..
L’ottica a visione assiale, obliqua e laterale dotata di
dispositivi a prisma e specchi rotanti (patented) e
l’asse di messa a fuoco motorizzato (con funzione di
multi-focus-adjusting) consentono l’acquisizione e la
comparazione di immagini da qualsiasi angolazione e la
visione di oggetti tridimensionali annullando i limiti
di messa a fuoco e di profondità di campo tipici di
qualsiasi altro tipo di microscopio.
La telecamera, gli obiettivi e gli
illuminatori integrati e concepiti come unico disegno
otticomeccanico consentono la visualizzazione di
immagini digitalizzate sul monitor, esenti da
aberrazioni e con nitidezza, luminosità, contrasto e
fedeltà colorimetrica impareggiabili.
Qualora corredato di una buona
dotazione degli accessori ottico-meccanici-elettronici
disponibili e di una adeguata configurazione
informatica, lo strumento diventa una vera e propria
“workstation modulare” provvedendo “tools” di sicuro
supporto al Perito per affrontare e risolvere moltissime
problematiche in ambito forense sia su reperti
localmente disponibili che remoti (via telematica):
-
Indagini comparative balistiche
3D
-
Comparazione “live” assiale e
angolata di segni distintivi su bossoli e
proiettili, analisi 3D di depositi stratificati,
residui di sparo, impronte..etc.;
-
Analisi 3D delle traiettorie
-
Determinanzione dell’angolo di
provenienza di proiettili, macchie di sangue,
utensili, etc.
-
Toolmarks
-
Comparazione di striature e segni
distintivi tra un utensile ed un oggetto tagliato..,
misura della profondità e angolo delle incisioni,
etc.
-
Analisi 3D del falso documentale:
Determinazione della sequenza temporale di tratti
sovrapposti, misure di profondità di abrasioni,
falsificazioni …,
-
Medicina legale: sovrapposizione
immagini 3D di parti anatomiche, analisi di lesioni,
analisi morfologica di di macchie di sangue, etc.
-
Botanica: analisi morfologica e
conteggip di granelli di polline, spore, etc
-
Biologia: Esame morfologico e
dimensionale, comparazione 3D di capelli e materiale
pilifero / insetti / piante / microorganismi)
-
Merceologia: esame di carta,
stoffa, vernici…
-
Droghe : Memorizzazione 3D dei
reperti, classificazione e comparazione morfologica
I dispositivi di movimentazione dei
reperti possono essere di tipo manuale, motorizzato o
completamente automatico in autoapprendimento dei
movimenti dell’operatore. Le immagini (statiche e/o
dinamiche) possono essere salvate in un DataBase
contenente i dati dimensionali della microstruttura
superficiale dei reperti esaminati . |